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Mercurio

Distanza media dal Sole: 57,9 Mil. di km
Periodo di rivoluzione: 87,969 giorni
Periodo di rotazione: 58,641 giorni
Diametro: 4878 km
Densità (acqua=1): 5,5
Gravità alla superficie (Terra=1): 0,38
Temperature medie alla superficie: Massima 467°C
Temper"ture m edi a"lla superficie: Minima -183°C


È il pianeta più interno, poco più grande della Luna: la sua vicinanza al Sole ne rende difficile l'osservazione, limitandola al massimo a un'ora prima dell'alba o dopo il tramonto, a seconda della posizione del pianeta nell' orbita. Mercurio ruota attorno al Sole in 88 giorni, mentre compie una lenta rotazione sul proprio asse in circa 59 giorni, per cui ogni punto sulla sua superficie rimane illuminato per circa 88 giorni e per un ugual periodo è in ombra. E' il pianeta con la più forte escursione termica fra giorno e notte: a causa della vicinanza al Sole e della durata del periodo di illuminazione, la temperatura sul lato esposto al Sole sale a 425 °C, quanto basta a far fondere metalli come stagno e piombo, mentre sul lato opposto scende fino a -175 °C. L'aspetto della superficie, che all'osservazione ottica mostrava solo vaghe aree più o meno scure, è stato rivelato con molti dettagli dalle immagini inviate a Terra dalla sonda automatica Mariner 10, che tra il 1974 e il 1975 ha sorvolato per tre volte il pianeta passando a soli 800 km dalla superficie. Il mosaico di foto ottenute copre un'area pari a circa il 40% della superficie totale del pianeta, che appare sorprendentemente simile a quella della Luna. Le strutture più diffuse sono i crateri da impatto, di ogni dimensione, alcuni dei quali accompagnati da una specie di aureola di raggi chiari, lunghi centinaia di chilometri. Oltre ai crateri, si riconoscono su Mercurio alcune ampie zone in cui la superficie è più regolare, meno crivellata di crateri: sono state chiamate planitiae, cioè pianure (equivalgono ai "mari" lunari). La maggiore è la Planitia caloris (Pianura del calore, per la sua posizione prossima all'Equatore): la sua origine è attribuita all'impatto, avvenuto milioni di anni fa, con una gigantesca meteorite, il cui urto, che deve aver fatto vibrare l'intero pianeta, ha scavato un bacino largo circa 1 400 km, colmato poi da detriti e da lave. Infine, altre strutture interessanti sono alcune ripide scarpate, lunghe centinaia di km, che vengono interpretate come grandi faglie inverse, cioè lacerazioni della crosta provocate forse da una contrazione del raggio del pianeta.Forse Mercurio non è un pianeta completamente "morto". La sua elevata densità media, simile a quella della Terra, indica che, sotto l'involucro esterno di rocce craterizzate, deve esserci un grosso nucleo di materiali ben più densi (probabilmente ferro o ferro e nichel, per analogia con la struttura della Terra).
Mercurio possiede anche un debole ma ben definito campo magnetico: poiché il campo magnetico della Terra è attribuito ad un particolare "effetto dinamo" legato a movimenti del nucleo, almeno in parte fluido, è possibile che Mercurio, da tempo inerte in superficie, possieda ancora qualche residuo di attività interna in lento esaurimento.

Fonte: Il globo terrestre e la sua evoluzione
Bruno Accordi-Elvidio Lupia Calmieri
Casa editrice Zanichelli



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