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vita nell'universo

La NASA bombarda la Luna, a Saturno spunta un anello e gli asteroridi non fanno più paura

Per verificare la presenza di acqua sulla Luna l'agenzia spaziale USA conclude la sua ultima missione lunare con un vero e proprio “botto”. Gossip spaziale!

 

Sembra ormai assodato che sulla Luna siano presenti molecole di acqua e gli scienziati avranno la possibilità di avere un "feedback" di prima mano grazie alla missione LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Satellite). Il razzo vettore e la sonda, infatti, si sono schiantati nel cratere "Cabeus" all'altezza del polo sud lunare, dopo aver raccolto foto a colori durante la discesa.
Sia il razzo vettore (vuoto) che il satellite sono stati posti in rotta di collisione con la Luna, con un impatto previsto a velocità sette volte superiore a quella del suono (9.000 km/h). Nell'impatto con il suolo il razzo dovrebbe aver generato una forza di 1,5 tonnellate di TNT sparando in aria 350mila chilogrammi di detriti fino all'altezza di 10 chilometri circa.
Dopo il razzo vettore è toccato al satellite cadere più lentamente verso il suolo, catturando durante la discesa immagini a colori e rispedendole sulla Terra. È da queste immagini che gli scienziati NASA sperano di avere la prova dell'esistenza non tanto di molecole quanto di veri e propri depositi di ghiaccio nascosti sotto la superficie lunare, una caratteristica che dovrebbe essere propria dei crateri come Cabeus.

Ma al JPL di Pasadena cercano prove e conferme anche in relazione alla miriade di oggetti che popolano lo spazio esterno del Sistema Solare come nel caso di Apophis, il meteorite che potrebbe finire per entrare in rotta di collisione con la Terra entro il 2036 generando scenari apocalittici su cui i divulgatori statunitensi, al momento, si limitano a scherzare.
Un aggiornamento nei precedenti calcoli della NASA ha infatti permesso di ridurre le probabilità che la paventata apocalisse possa trasformarsi in tragica realtà, probabilità che sono passate da 1 su 45mila a una su 250mila. "Non c'era nulla da preoccuparsi prima, ora ancora meno" ha detto l'astronomo Steve Chesley, impegnato nel Near Earth Object Program presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.

Un'altra recente scoperta fatta nello spazio è quella di un nuovo anello presente intorno a Saturno, individuato dai sensori a infrarossi dello Spitzer Space Telescope a una distanza compresa tra i 5,95 e gli 11,9 milioni di chilometri dal pianeta gassoso. Secondo le ipotesi dei ricercatori la presenza dell'ottavo, gigantesco anello orbitante attorno a Saturno potrebbe servire a spiegare la presenza di un "lato oscuro" sul satellite Giapeto, una condizione generata dal materiale veicolato dall'anello a partire da un altro satellite saturino, Febe, vale a dire la fonte iniziale delle polveri orbitanti che compongono l'anello.

Cristina Moretti

(13-10-2009 00:29)




 
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Pubblicato in S.Mariano - Perugia - Italia - Ultimo aggiornamento: 13-10-2009 alle :